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Seppure sappiamo quanto il conflitto in adolescenza sia nescessario alla formazione dell’identità non sempre siamo preparati ad affrontarlo nel modo giusto e può succedere che alcune situazioni degenerino in maniera eccessiva. Non esiste un discorso sul conflitto che non contempli anche le emozioni e ne sottolinei quanto queste siano rilevanti all’interno di una relazione. Una loro difficile gestione può condurre facilmente ad attuare strategie di evitamento, una difesa che permette di eludere quello che non riusciamo a controllare e a comprendere. Durante i conflitti sono spesso attivati comportamenti di questo genere che, certamente, minano la serenità familiare.

Gestione dei conflitti adolescenziali: come affrontarli e risolverli?

Avrai sentito tante volte ribadire il fatto che è necessario imparare a riconoscere e accettare le proprie emozioni e quelle altrui. I genitori devono saper esprimere le proprie emozioni ai figli e aiutarli a fare altrettanto, solo così i ragazzi le potranno riconoscere e gestire in modo corretto. L’adolescente, così come il bambino, cerca nella figura adulta un appoggio che lo sostenga, che non crolli nonostante gli scontri e i contrasti, e lo fa mettendolo alla prova.

Il genitore, quindi, non dovrà evitare la situazione, per quanto possa sembrare fuori dal suo controllo, ma affrontarla negoziando i contenuti del conflitto e ascoltando l’adolescente in modo attivo. Per instaurare un dialogo attivo è importante accettare e rispettare i tempi dell’adolescente. Bisogna quindi imparare a stare nel conflitto mantenendo un atteggiamento empatico (empatia, dal greco empátheia -en “dentro” e pathos “sentimento”, capacità di entrare dentro, di porsi nella situazione di un’altra persona).

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Adolescenza e conflitto, istruzioni per l’uso

Vediamo ora come possiamo attivare un atteggiamento empatico nei confronti dei ragazzi. Per prima cosa è necessario cercare di immedesimarsi nella situazione, ricordare la propria adolescenza, riconoscere i bisogni dell’altro (e di conseguenza i propri), facendo un vero e proprio lavoro di mediazione. Occorre incontrare l’Altro.

Occorre incontrare l’Altro

L’incontro con l’altro fin dalla tenera età conduce alla formazione della nostra identità, sia personale che sociale. È quindi un aspetto fondamentale per l’adolescente ancora in formazione.

L’adolescenza è un momento di crescita caratterizzata da grandi cambiamenti e conflitti interiori, è un periodo di transizione tra l’infanzia e l’età adulta. Gli adolescenti in questa fase della loro vita vogliono partecipare in modo attivo, hanno quindi bisogno di motivazioni più che di ordini. Per ottenere una buona comunicazione è utile negoziare sul cosa  fare, sul come, sul perché e condividerne il significato. Ovviamente non è sempre facile da attuare. I motivi possono essere molteplici, dallo stress alla mancanza di tempo, ma si può affrontare a piccoli passi. Ad esempio: per comunicare non serve ripetere sempre le stesse cose (“riordina la tua camera”, “fai i compiti”), ogni direttiva può invece trasformarsi in un momento di dialogo e di condivisione con i propri figli.

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Per fare questo è necessario mantenere un buon equilibrio tra codice materno e codice paterno. Ciò significa non eccedere nell’accudimento, ma offrire ai ragazzi i mezzi e gli strumenti necessari per affrontare le criticità. È proprio in questo modo che svilupperanno  le capacità utili a gestire i momenti di frustrazione, di insicurezza, di crisi, e cioè, di crescita.

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Dobbiamo essere consapevoli che dove vi è una relazione, vi è conflitto

Come possiamo gestire le emozioni dell’adolescente?

Dobbiamo essere consapevoli che dove vi è una relazione, vi è conflitto. I sentimenti e le emozioni che ne scaturiscono, come la rabbia, possono prendere il sopravvento o essere gestiti in modo costruttivo. Accettando la rabbia, quindi, come sentimento utile e necessario per la nostra vita senza lasciarle il controllo delle nostre azioni.

Questo passaggio può sembrare  molto difficile da mettere in atto, non è automatico e si impara con il tempo. È necessario tenere a mente che il conflitto non distrugge le relazioni, ma ne è parte integrante ed è un momento fondamentale in quanto genera un cambiamento.

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Quali sono le cause del conflitto durante l’adolescenza?

A innescare il conflitto tra genitori e figli durante l’adolescenza vi è innanzitutto il voler essere riconosciuti, da parte dei ragazzi, come soggetti autonomi in grado di prendere decisioni. I ragazzi in età adolescenziale affrontano grandi cambiamenti (non solo a livello fisico). Vogliono avere maggiore libertà, ma non rinunciare del tutto a quel senso di accudimento che ancora ricercano. Questa situazione genera  in loro momenti di crisi e di confusione.

Come ci comunicano il disagio gli adolescenti?

I ragazzi possono esternare il loro disagio manifestando un atteggiamento verbale aggressivo e provocatorio, non comunicando i propri stati d’animo e isolandosi dal gruppo familiare. I genitori dovranno intervenire sì con fermezza, ma sempre utilizzando un dialogo attivo basato sull’ascolto e sull’empatia. Diventano quindi necessari determinati strumenti:

  • l’empatia
  • la fiducia
  • l’ascolto
  • la mediazione

Ciò sottolinea l’importanza di una visione pedagogica del conflitto e di un atteggiamento di apertura.

Importante oltre all’empatia è, come accennato, la fiducia. Lasciare che l’adolescente si metta alla prova, con la consapevolezza di avere comunque un appoggio da parte dell’adulto di riferimento. Questo lo aiuterà a sviluppare un senso di autostima e di autoefficacia, superando la contraddizione tra la voglia di mettersi in gioco e la paura del fallimento.

Il conflitto sicuramente sorgerà, non si può evitare, bisogna perciò affrontarlo e provare a gestirlo. In questo modo non vi sarà solo una crescita per l’adolescente, ma anche per il genitore. Entrambi infatti, conosceranno meglio l’altro, ma anche (e soprattutto) loro stessi.

Stai affrontando il periodo dell’adolescenza di tuo figlio/a o dei tuoi figli? Raccontacelo compilando il questionario che trovi qui sotto.

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