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Una giovane coppia, una scelta di vita controcorrente. Oggi vi racconto di Angela e Lorenzo e del loro progetto abitativo-divulgativo che hanno chiamato La Botanica, nato durante un periodo trascorso a Londra. Proprio nella metropoli inglese, i due hanno sentito il desiderio di condividere il futuro in un ambiente di montagna e a contatto con la natura. Un vero e proprio richiamo, afferma Angela, l’anima femminile (e scrivente) di La Botanica.

La Botanica, il blog su Facebook

Sono arrivata per caso sulla loro pagina Facebook e, entusiasta di ciò che leggevo, del modo in cui arrivava il loro cammino verso una vita più sostenibile, ho deciso di mettermi in contatto con loro. Da quel gesto è nata questa lunga e arricchente chiacchierata/intervista con Angela. La pagina La Botanica ha oggi un grande seguito e numerose condivisioni. La bravura di Angela nel narrare questa straordinaria esperienza, condividendo un percorso ricco di riflessioni e di ispirazioni, è coinvolgente. A seguire la pagina si corre il rischio di mollare tutto per andare alla ricerca di un casolare sui monti!

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Quattro chiacchiere con Angela Tognolini

Nei loro post si legge una sorta di ritorno al passato unito alla consapevolezza delle opportunità del presente. La Botanica è una pagina Facebook ma è anche una casa antica, tutta da ricostruire, nel mezzo dei monti e dei boschi del Trentino, è anche un ambizioso desiderio: quello di riuscire a raggiungere un’esistenza vicina e coerente ai valori in cui si crede. Vi invito a scoprirla con me, quindi, leggete l’intervista!

“Per un nuovo ecologismo, c’è bisogno di vicinanza. Non possiamo preoccuparci della terra, se la terra non è tutta intorno a noi. Se non la guardiamo ogni giorno, se non ci camminiamo dentro. Non possiamo occuparci del bosco, se non siamo abituati a tenere le mani sulla corteccia dei larici, staccare con le unghie la resina densa dei pini.” 

Angela, La Botanica

Vivere nella natura

Cara Angela, mi piacerebbe chiederti un po' di voi e come e quando è cresciuto il vostro desiderio di (cito un tuo pezzo) far tornare la natura la vostra casa? Chi dei due ha fatto il primo passo, ovvero quello che ha innescato il percorso e l’accettazione di un cambiamento che potrebbe essere considerato radicale?

Ci siamo! Allora, io ho 32 anni e Lorenzo 33 e veniamo, io da Bologna e lui da San Vito di Cadore sulle Dolomiti; quindi, io sono cittadina e lui è nato nelle montagne. Ci siamo incontrati a Trento dove, dopo il corso di Studi Internazionali, io facevo l’operatrice sociale occupandomi di richiedenti asilo e rifugiati. Oggi lavoro sempre per la stessa associazione ma nella comunicazione, seguo i loro social e i progetti di sensibilizzazione. Dunque, non lavoro più con gli utenti ma mi occupo dei laboratori nelle scuole, incontri di scrittura creativa e accompagno i rifugiati in giro per le classi a riportare la loro esperienza ai ragazzi e alle ragazze. Lavoro part-time. Una scelta importante perché mi dà la possibilità di lavorare tre giorni e riuscire a dedicare il resto della settimana alla nuova casa.

Questo è il nostro tentativo di conciliare il lavoro con l’avere più tempo per gli altri progetti. Lorenzo è un Data Scientist e, essendo al computer, può lavorare da casa. Quindi ci siamo trasferiti in questa casa che si trova a venti minuti da Trento. In Trentino, una scelta come la nostra, quindi di avere un lavoro in città e vivere in paese, è fattibile. Non mi sento isolata e non ho dovuto stravolgere la mia vita. Siamo riusciti a trovare questo compromesso e penso che, se le persone fossero interessate, l’essere inseriti in un tessuto sociale e, al contempo, vivere una vita più riservata in posti con campi e boschi, diventa assolutamente compatibile.


Riguardo alla casa, io e Lorenzo abitavamo a Trento in un appartamento. Abbiamo comprato questa casa nel 2020 e ora ci siamo appena trasferiti. Volevamo che fosse una casa in paese per non essere completamente isolati ma all’interno di una rete di relazioni. In questo anno e mezzo della ristrutturazione abbiamo avuto bisogno e abbiamo ricevuto molto dagli anziani e dai giovani: dall’usare il bagno della vicina, dal fare la doccia, all’aiuto mentre spostiamo cose pesanti. Gesti molto belli che in città non mi è mai capitato di ricevere. Anche questa “chiusura verso il nuovo” che tutti si aspettano, noi non l’abbiamo vissuta. Siamo proprio stati accolti da tutti e tutti erano contenti di vedere che mettevamo a posto questa giungla tremenda! Tutti sono contenti se un pezzo di terra è vivo.

Se si pensa che nei dintorni ci sono tanti paesi spopolati e che molti, comunque, cercano case a Trento (in città) dove c’è una crisi immobiliare gigantesca, poche case a prezzi altissimi, nonostante ci siano questi luoghi a poca strada di macchina che vengono abbandonati.

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Che cos’è La Botanica

Com’è nata, invece, la pagina e il progetto de La Botanica?

La Botanica in realtà è il nome della casa. La pagina viene dalla casa. Abbiamo iniziato a coltivare il sogno di questa casa in un posto molto strano, nel periodo che abbiamo passato a Londra nel 2019. Ci trovavamo lì per il lavoro di Lorenzo. Sono stati tre mesi in cui eravamo lontani dalla montagna. Non potevamo andare a camminare o ad arrampicare. Quindi non potevamo avere i “nostri sfoghi”. Per questo abbiamo iniziato a sognare una natura che non è da visitare ma è un luogo da vivere. Ci siamo promessi che avremmo preso una casa in un posto in cui la natura non fosse un “ritornare”, cioè come quando vai in montagna e poi torni in città. Quindi abbiamo iniziato a sognarla e, nel farlo, ci serviva anche un nome, oltre a tutto il resto, a tutte le caratteristiche che doveva avere:

  • doveva essere in paese;
  • doveva avere un pezzo di terra per fare l’orto;
  • doveva avere il bosco vicino;
  • doveva avere uno spazio per il laboratorio del legno (una passione di Lorenzo).

Tutte queste caratteristiche sono diventate La Botanica. Un altro grande sogno era quello di avere uno spazio con un accesso indipendente per fare ospitalità, inizialmente per parenti e amici, in futuro per realizzare un turismo diverso, un luogo coerente con i nostri valori.

L’idea della pagina La Botanica è nata dalla volontà di raccontare quello che stavamo facendo. Noi stessi abbiamo ascoltato, letto, visto i video delle persone che ci hanno ispirato e, magari, senza averli incontrati, oggi non saremmo qui. Se ci fosse qualcuno interessato a una strada simile alla nostra magari potrebbe trovarsi a prendere ispirazione. Poi là fuori ci saranno altre mille persone che staranno percorrendo altre strade che vanno meglio per loro e va bene così!

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Parliamo di lentezza

Qual è il senso e il valore che date alla lentezza?  

É una grande riconquista quella della lentezza perché nessuno dei due è naturalmente una persona che si prende i propri tempi. A entrambi piace fare mille cose, quindi la lentezza dev’essere proprio una scelta.
La lentezza è importante per mille ragioni. Una molto banale: sono convinta che avere un impatto minore sul mondo sia possibile solo se viviamo più lentamente. A partire dalle cose semplici come cucinare un piatto partendo dagli ingredienti di base, quindi dalla farina per fare il pane, dalle verdure… Questo certo richiede più tempo che comprare il pane già fatto o un piatto con le verdure già cotte ma l’impatto che ne consegue è molto minore. Ho visto, nella mia vita, quanto riuscissi a essere molto più attenta, consapevole e a consumare meno facendo le cose con più tempo.

Allora, questo tempo non diventa un vantaggio solo per il mio benessere ma diventa un investimento per la comunità: se ho tempo agisco meglio, faccio meglio per tutti. Quando non ho tempo cado nell’acquisto di cibi precotti, ordino fuori, mi affido alle macchine per ripulire la casa e tutta un’altra serie di cose che aumentano il mio impatto nella comunità. Non è quindi solo qualcosa che faccio per me. Spesso concepiamo la lentezza come pigrizia, come qualcosa che ci si concede; invece, dovrebbe essere vista come un modo di agire in modo molto più responsabile verso la comunità.

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Angela Tognolini è anche autrice di un libro che è stato pubblicato nel settembre 2020. Si tratta di Vicini e lontani. Otto racconti di anime in viaggio (Il Castoro editore), una raccolta di racconti sulle migrazioni. Sono storie immaginarie, ispirate dalle storie reali ascoltate nei cinque anni in cui ha lavorato come operatrice legale.

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Ester ListiAuthor posts

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Pedagogista ai sensi della L. 205/2017 e L. 4/2013, con specializzazione nella fascia di età 0-6, Consulenza Pedagogica in ambito Familiare, Giuridico e Scolastico e nella CTU-CTP pedagogica nell’ambito delle separazioni.

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