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Esistono tanti piccoli gesti che, se vengono compiuti in tanti piccoli posti da tante piccole (e grandi) persone, possono davvero fare la differenza. Poche decine di anni fa abbiamo introdotto un uso della plastica che è diventato sempre più smodato. Oggi infatti questo materiale è ovunque ed è sempre più difficile evitarlo o farne a meno. Seppure non è l’unico elemento dannoso, è doveroso non restare indifferenti di fronte alle sfavorevoli conseguenze ambientali che contribuisce a creare. Un grande paradosso è quello di trattare come usa e getta un materiale che, al contrario, impiega moltissimi anni per degradarsi completamente. La strada è ancora lunga ma qualche passo può iniziare a essere fatto, soprattutto per quanto riguarda l’educazione e le abitudini dei piccoli. In questo articolo proponiamo 3 modi per limitare la plastica tra i giochi dei bambini.

Come possiamo usare meno plastica?

Prendere coscenza è certamente il primo passo per qualsiasi cambiamento. S’inizia a riflettere sul problema, a comprenderne la portata e, da questo, si cercano e sperimentano soluzioni alternative. Quando ero bambina, non era insolito vedere qualcuno gettare rifiuti per terra senza ricevere alcun disappunto. Sono stata piccola negli anni ‘80. Il pacchetto di sigarette, l’involucro della merendina, il biglietto dell’autobus, lo scontrino… Le persone si liberavano dell’inutile mentre camminavano, guidavano e, perfino, quando viaggiano in treno.

Un’estate ero in viaggio con la famiglia verso il sud Italia. Nella carrozza c’era una signora che mangiava e gettava rifiuti dal finestrino del treno. Ho davvero temuto che finissero in faccia ad un qualunque passeggero seduto nel vagone successivo. Ai giorni nostri, per fortuna, queste sono azioni ormai condannate dalla maggior parte delle persone, nonostante ci sia ancora una gran fetta di menefreghismo. Di paesaggi deturpati dai rifiuti non se ne può davvero più. Da questo, siamo certi quanto sia utile sensibilizzare i bambini sulle tematiche ecologiche. Crescono ascoltando la coscienza ecologica. Nei bambini non è difficile trovarla. Trovare così tanto sporco nella natura, anche soltanto durante una normale passeggiata, crea un grande senso di angoscia.

Da dove si può iniziare per cambiare qualcosa?

Ti propongo un piccolo elenco. Si tratta di tre oggetti molto comuni che contribuiscono a lasciare, in poco tempo, una montagna di inutile plastica.

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  1. Gli ovetti di cioccolato con sorpresa. In giro per casa, a causa degli ovetti, ci sono sempre diversi pezzetti colorati appartenuti a qualche sorpresina. Una zampina, un braccio, una ruota, una specie di trampolino, cose così insomma. Per non parlare del guscio di plastica riutilizzabile, al massimo, per realizzare un esercito di Minions.
  2. Le macchinette con le sorprese. Si tratta delle macchinette a monete che si trovano nei parchi, nei centri commerciali e nei bar. Apri il portafoglio pensando “ma si dai per questa volta te lo posso pure prendere.. sono pochi spicci”. Dopo un tric, truc, trac esce dal buco una palla di plastica metà trasparente e metà colorata che si apre soltanto saltandoci sopra con forza. Dentro c’è un involucro di plastica (e siamo a due) che avvolge un foglio di istruzioni e un gioco, solitamente appiccicoso, oppure un anello delle Winx quando tuo figlio ambiva al mini-fuoristrada verde. Il fatto è che raramente ci si porta la palla e il contenuto a casa per gettarli nella raccolta differenziata. Più facile liberarsene buttando il tutto nel primo cestino dei rifiuti disponibile.
  3. I pennarelli. Su questo si apre un grande, grande, grande cruccio. Un’infanzia senza pennarelli… Ma che infanzia è?! Fatto sta che per fortuna non è l’unico modo per colorare un disegno. Anzi, è probabilmente quello artisticamente più limitante. Ad ogni modo, i pennarelli sono immediati, pratici e facilmente trasportabili. Inoltre sono parte del materiale richiesto dalla scuola. Il problema ecologico è questo: una volta consumati (e l’azzurro finisce sempre così in fretta!) vanno gettati senza alcuna, a mia saputa, possibilità di riciclo. Tempo fa ho provato a capire se si potevano restituire alle aziende produttrici, tipo vuoto a rendere. A quanto ne so, l’unico modo per eliminarli resta il sacco del grigio. Non ci resta che attendere che venga realizzata una versione ecologica del classico pennarello.
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Soprattutto quando i bambini sono molto piccoli, sta a te decidere di quali oggetti circondarli. I giocattoli in plastica, seppure sembrano attraenti per le loro forme e colori, in realtà si danneggiano in fretta e, una volta rotti, perdono tutta la loro attrattiva e utilità. Puoi optare per legno, stoffe e altri materiali interessanti per l’esperienza del bambino/a. Lasciati guidare dalla loro naturale curiosità che tende soprattutto verso gli oggetti veri piuttosto che verso gli artefatti per l’infanzia. Sul blog trovi diversi spunti per giocare con i bambini in modo sostenibile e, se ti servono uteriori consigli, non esitare a contattarci.

Quali oggetti in plastica destinati ai bambini sei riuscita/o a eliminare?

Ester ListiAuthor posts

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Pedagogista ai sensi della L. 205/2017 e L. 4/2013, con specializzazione nella fascia di età 0-6, Consulenza Pedagogica in ambito Familiare, Giuridico e Scolastico e nella CTU-CTP pedagogica nell’ambito delle separazioni.

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