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Tra le maggiori attenzioni pedagogiche del metodo montessoriano c’è sicuramente il fatto di aver accolto l’attitudine dei bambini a imitare le azioni dei grandi e aver descritto l’apprendimento infantile con l’immagine di mente assorbente. Le scuole che seguono il suo metodo hanno spazi dedicati agli esercizi di vita pratica e prevedono attività di routine svolte in progressiva autonomia dagli stessi bambini (apparecchiare la tavola, lavare le bambole, piegare i tovaglioli, ecc.). L’articolo che stai leggendo è dedicato proprio agli esercizi di vita pratica e segue il discorso intrapreso sui travasi montessoriani.

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Fonte: “Exercises of Practical Life: 3 to 6 Compared to 6 to 12”, di Mario M. Montessori

Perché i bambini imitano?

Nell’approccio montessoriano, il bambino è invitato a compiere le attività dei grandi, appositamente rese alla sua portata secondo una precisa riflessione educativa. Non si tratta tanto di utilizzare oggetti finti o simbolici, bensì di offrirgli materiali della vita reale. Impegnato negli esercizi di vita pratica, il bambino partecipa alle attività umane presenti nel suo ambiente e nel suo contesto quotidiano. L’adulto non fa altro che accogliere questa naturale propensione a imitare i gesti dei grandi e a sentirsi gratificato nel “darsi da fare”. Chiunque abbia avuto a che fare con i bambini, ha sicuramente osservato quanto sia incalzante il loro desiderio di mettersi all’opera. Tra le prime frasi pronunciate emerge un emblematico “faccio io” e, se l’adulto cerca di fare per loro, accade spesso che si oppongano mettendoci tutta la loro forza!

Nonostante sappiamo quanto sia importante che il bambino evolva sperimentando una crescente autonomia, spesso non riusciamo a fare a meno di dirgli “lascia fare a me che faccio prima”. Comprensibile in alcuni momenti, eppure non dovremmo mai dimenticare di riflettere sulla concreta possibilità data ai bambini di poter essere indipendenti nello svolgere alcune piccole (ma importanti) azioni. Un bambino che, da piccolo, non ha mai avuto la possibilità di versarsi l’acqua da solo, quando, più grande, si ritroverà a farlo (magari sotto lo sguardo ansioso dell’adulto), quasi certamente compirà quel gesto nella maniera più maldestra possibile.

Prova a svolgere un compito con il capo alle vostre spalle che guarda e attende di coglierti in fallo. Se non possiedi una grande capacità di autocontrollo, la tua performance sarà certamente pessima e influenzata dalla mancanza di fiducia ricevuta. Certamente, chiunque abbia a cuore un bambino non vorrebbe vederlo crescere insicuro dei propri gesti.

Lo sviluppo dell’abilità della mano va perciò di pari passo con lo sviluppo dell’intelligenza. (…) In realtà si direbbe che lo scopo dell’intelligenza sia il lavoro delle mani; poiché se l’uomo avesse ideato solamente il linguaggio parlato per comunicare coi suoi simili, e la loro sapienza si fosse espressa solamente in parole, nessuna traccia sarebbe rimasta delle stirpi umane che ci precedettero: grazie alle mani che hanno accompagnato l’intelligenza si è creata la civiltà: la mano è l’organo di questo immenso tesoro dato all’uomo. Le mani sono connesse con la vita psichica. (…) Lo studio dello sviluppo psichico del bambino è intimamente connesso con lo studio dello sviluppo del movimento della mano. Maria Montessori, La mente del bambino

Le possibili attività da svolgere per costruire un percorso di “vita pratica” sono davvero molte. In questo articolo troverai solo alcuni esempi, non esaustivi, organizzati attraverso un vassoio che il bambino può prendere per dedicarsi all’attività offerta al suo interno. Gli esercizi di vita pratica vanno intesi come un approccio alla gestione quotidiana delle azioni del bambino. Ne fanno parte, ad esempio, il fatto di mettere appendi-giacche o scarpiere all’altezza dei piccoli, allestire luoghi in cui poter lavare indumenti, abituarli ad apparecchiare e sparecchiare la tavola, a servire il pasto e via dicendo.

Scrivici le tue esperienze nei commenti!

6 attività Montessori da fare con tuo figlio

Fare la spremuta

Verso fine anno educativo, i bambini della sezione primavera, durante lo spuntino della frutta, hanno iniziato a spremere con le mani gli spicchi d’arancia, facendo colare il succo all’interno del bicchiere. Si davano un gran da fare, desiderosi di bere una dolce spremuta! E avevano fatto tutto da loro, mostrando una grande capacità d’iniziativa. Così, abbiamo recuperato alcuni spremiagrumi e, un po’ alla volta, li abbiamo invitati a produrre un po’ di succo. Fare la spremuta è un’attività che esercita il gesto e il coordinamento della mano.

Materiali: arance o altri agrumi.
Strumenti: bicchiere o caraffa, spremiagrumi. 

Imparare a grattugiare

Pane e formaggio stagionato sono certamente da preferire. In alternativa, se non c’è la possibilità di conservare gli alimenti, i bambini possono grattugiare anche grossi tappi di sughero.

Materiali: pane, formaggio stagionato, grossi tappi di sughero.
Strumenti: grattugia, contenitori.

Lavare e pelare le patate

La più semplice delle due attività è quella di lavare le patate, utilizzando un contenitore riempito d’acqua e una piccola spazzola o spugna. Più complessa (e necessariamente svolta sotto la supervisione dell’adulto) quella di pelare le patate. Verifica prima la competenza del bambino nel maneggiare un pelapatate e, se non fosse ancora pronto, proponiglielo un po’ più avanti.

Materiali: patate, zucchine, carote, cetrioli...
Strumenti: pelapatate con un'impugnatura adatta al bambino, contenitori per le patate e per gettare la buccia.

Sgranare fave e piselli

Un’attività alla quale molti di noi sono particolarmente legati perché riporta dritti alla propria infanzia (anche se spesso, quando si sgranano i pisellini, sono più quelli che finiscono in pancia che nella ciotola!).

Materiali: fave, pisellini o altri semi nel bacello.
Strumenti: un contenitore, le mani, un recipiente per gli scarti.

Stendere i panni

Il bambino gioca ad appendere i capi di abbigliamento sui fili dello stendino, fermandoli con le mollette. L’attività potrebbe essere legata a quella del lavaggio di piccoli indumenti (fazzoletti, guanti, calzini) o dell’abbigliamento delle bambole. Abbiamo realizzato questi piccoli vestiti ritagliando la stoffa dei sovrascarpe dei vecchi costumi di carnevale.

Materiali: piccole riproduzioni di vestiti. In alterativa, abbigliamento vero (calzini, guanti) o abiti delle bambole.
Strumenti: Stendino costruito nel vassoio, mollette, una scatola per contenere i vestiti, un contenitore per le mollette.

Nonostante i bambini ci abbiano giocato a lungo, il prototipo di stendino non è stato proprio un grande manufatto. Dunque, se non hai un falegname a portata di mano, ti consiglio di dare un’occhiata tra i negozi di Etsy.com (qui sotto ho aggiunto due proposte di stendini in legno, già belli e pronti).

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…e questo stendino a pavimento per bambini che mi piace un bel po’!

Avvitare e svitare i bulloni

Con questo esercizio si esce dall’ambito delle attività casalinghe per entrarne in un più tecnico (ma sappiamo quanto in casa ci sia sempre bisogno di qualcuno capace di riparare le cose!). Ti proponiamo una modalità semplice dove, in un recipiente (per una versione green abbiamo usato i gusci delle noci di cocco) il bambino trova le viti, nell’altro i dadi. Avvitati insieme, formano il bullone. Questo gioco può essere reso gradualmente più complesso con l’aggiunta di supporti in legno in cui avvitare i bulloni, di strumenti come brugole, di chiavi inglesi e cacciaviti e, di conseguenza, di diversi tipi di viti, tasselli, dadi e così via.

Materiali: viti, bulloni. Si può rendere via via l'attività più complessa.
Strumenti: mani. Gradualmente anche cacciaviti, brugole, chiavi inglesi, supporti per avvitare. Due o più contenitori.

Letture sul metodo Montessori

Tra i suggerimenti bibliografici sugli scritti della Montessori, prova a cercare questo testo, un po’ datato ma magari in qualche biblioteca si trova ancora:

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Ester ListiAuthor posts

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Pedagogista ai sensi della L. 205/2017 e L. 4/2013, con specializzazione nella fascia di età 0-6, Consulenza Pedagogica in ambito Familiare, Giuridico e Scolastico e nella CTU-CTP pedagogica nell’ambito delle separazioni.

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